Da più di dieci anni, fumettisti serbi collaborano con la casa editrice Bonelli; abbiamo intervistato in esclusiva alcuni dei protagonisti di questa avventura editoriale che unisce i due paesi.
Darko Perovic, autore che dal 2000 disegna per il pubblico italiano.
In Serbia c`è molto interesse per i fumetti in generale e per i fumetti italiani in particolare. Secondo lei, da cosa nasce questo interesse?
“In Serbia, o meglio dire nella ex-Jugoslavia, il pubblico ha letto i fumetti praticamente dalla loro comparsa. Molto prima della Seconda Guerra Mondiale, i fumetti in Jugoslavia erano creati soprattutto dai russi fuggiti dalla rivoluzione bolscevica. Solovev, Kuznicov, Nikola Navoev, Djordje Lobacev per menzionarne solo alcuni….Dopo la Seconda Guerra Mondiale è cominciata la pubblicazione dei fumetti italiani, che hanno subito trovato un terreno fertile. Il Comandante Mark, Tex, Il Grande Black…In quel periodo esisteva un grande interesse generale per la cultura italiana, per i film, la musica, la moda… Una sorta di “tendenza” nei confronti dell`Italia era più evidente che, per esempio, nei confronti della Francia. Forse a causa di un modo di pensare e un umorismo simili… o semplicemente una mentalità simile”



Има један редак дар који Бог даје само неким уметницима — да могу насмејати и забавити људе, а да причају о дубоким и важним темама. Тај дар добијају само они који желе да Човечанство освешћују и оплемењују, они који не дају да се запарложимо у духовном и другом ропству.